“Valigie, destini e sveglie assassine”
Nei corridoi questa mattina c’è un via vai che sembra la stazione di Bologna il giorno di Ferragosto.
Valigie che partono, valigie che arrivano, ognuna gonfia di storie, paure, speranze e pigiami piegati alla bell’e meglio.
C’è chi lascia la clinica con un sorriso tremolante, felice di tornare a casa; c’è chi arriva pallido come un lenzuolo, pronto a entrare in quel mondo sospeso dove il tempo rallenta e si misura in infusioni, visite e brodini.
È bello, e malinconico insieme, percepire queste emozioni che si sfiorano senza mai toccarsi davvero: le paure di chi entra e il sollievo di chi esce, entrambe figlie dello stesso bisogno di speranza.
▪️La sveglia secondo la clinica: modalità tortura soft.
Questa mattina, però, la poesia finisce presto.
Alle 5 in punto entra in camera un’infermiera dal passo felpato… ma con l’interruttore della luce più spietato del Grande Inquisitore.
Accende tutto, come se dovesse interrogare Antonio: “Confessa! Hai toccato la flebo!?”
Naturalmente ci svegliamo tutti, Mario incluso che nel dormiveglia riesce a dire solo “Mmh?”
Dopo cinque minuti se ne va, e spegne la luce.
Ci ricadiamo dentro come sacchi di patate.
Il sonno sta per riafferrarci, quando alle 6:00 precise arriva il “secondo tempo”: il famoso giro camere, una sorta di rituale tribale per ricordarci chi comanda davvero qui dentro.
E noi, poveri ricoverati, siamo costretti ad abbandonare Morfeo, che ci guarda deluso mentre scappiamo via come studenti in ritardo.
▪️Nomination del giorno: uscire o restare?
Io e Mario oggi aspettiamo il verdetto.
La nomination, come al Grande Fratello:
➡️ Saremo eliminati (cioè dimessi)?
➡️ O resteremo nella casa (cioè nella clinica) per un’altra appassionante puntata delle nostre miserie sanitarie?
L’ansia sale.
Le valigie fuori dalle stanze sembrano guardarci come giudici severi.
La speranza?
Che oggi ci dicano: “Giovanni, prepara i bagagli. Sei libero.”
Ma finché non arriverà la sentenza medica, siamo qui… in bilico, tra la poesia dei corridoi e il sarcasmo del destino.
💬 Massima finale:
"Ogni valigia racconta una storia: l’importante è che prima o poi tocchi anche alla tua imboccare la via di casa."