venerdì 28 novembre 2025

📝 Diario di bordo n°66 – Novembre 2025

📝 Diario di bordo n°66 – Novembre 2025
“Le notti che parlano”

Ci sono giorni, in cui l’ospedale, o la clinica, in questo caso, sembra sospendere il tempo. 
Le luci restano sempre uguali, ma dentro ognuno di noi passa un intero universo. Il nuovo compagno di stanza è rientrato dalla sala operatoria: occhi chiusi, il volto un po’ tirato, quel respiro lento che racconta una battaglia superata. 
E allora ti viene naturale, quasi spontaneo, un moto di gratitudine: per lui, per te, per chi lotta in silenzio.
C’è un’umanità che vibra nelle stanze condivise: fatta di gesti piccoli, di sguardi che dicono “andrà meglio”, di paure che non fanno rumore ma pesano come pietre. In questi momenti capisci che la fragilità non è un difetto, è il modo più vero che abbiamo per sentirci vivi.
E poi… e poi cala il silenzio.
E con lei arriva il concerto.
Il nuovo inquilino, povero cristo, è scivolato in un sonno profondo. Molto profondo. 
A giudicare dal suono che sta producendo, credo abbia attivato una motosega professionale con taglia tronchi integrato.
Di quelle che usano nei boschi dell’Alto Adige.
Versione turbo.
A benzina.
Grado di vibrazione: terremoto di magnitudo 6,2.
Io, che già ero in modalità “vediamo se dormo”, ora sto seriamente valutando l’idea di chiedere l’intervento della Protezione Civile. 
O, quantomeno, un paio di tappi per le orecchie omologati per i rave party.
Dal nuovo sondaggio informale che circola in stanza pare che lui (Antonio) venga da Fragagnano, mentre Mario resta saldo nel suo ruolo di rappresentanza martinese. Siamo praticamente un campione ISTAT del territorio jonico… rumori compresi.
Nel frattempo ho chiesto alla caposala quando potrò uscire. Mi ha risposto che domani verrà il medico che mi ha operato e ci dirà tutto.
E allora sì, incrocio le dita. Fortissimo.

"Anche nelle notti più rumorose resta sempre uno spiraglio che aspetta solo di diventare un nuovo inizio."

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