“Cioccolatini, evasori e libertà vigilata”
Le ore scorrono lente, come un fiume stanco che fatica a trovare il mare.
Dentro questa stanza sospesa, ogni gesto diventa un piccolo rito di umanità.
Mario, con la dolcezza disarmante di chi conserva ancora la grazia dell’infanzia nonostante gli anni, divide con me i cioccolatini portati da suo fratello.
Un fratello ottantenne che, come un eroe romantico dei romanzi di un tempo, ha preso l’autobus da Martina Franca per portare al suo Mario un po’ di frutta, un sorriso, e una scatola di bontà cioccolatose.
E per farlo ha pure dribblato la sorveglianza dell’ingresso come un Messi con la dentiera.
La scena, lo ammetto, mi ha toccato: quella fraternità che attraversa chilometri, controlli e ostacoli per arrivare dritta dritta al cuore.
Io, naturalmente, non potevo rifiutare: i cioccolatini mi chiamano come le sirene di Ulisse, e la mia mano ha risposto all’istante, portandosene via una manciata che ora riposa sul mio comodino come un piccolo tesoro.
Poi ritorna la realtà ospedaliera: quella che vibra tra attese e speranze trattenute.
Sono riuscito a contattare Ilaria, la caposala conosciuta già nel mio primo ricovero di giugno che voi tutti avete conosciuto tramite i miei scritti qui su Facebook e sul mio blog.
Una ragazza efficiente, energica, con quello sguardo che sembra vedere dentro le TAC e dentro le persone con la stessa facilità.
Le ho chiesto la domanda delle domande: quando mi liberate?
Lei mi ha risposto che “mi farà sapere”.
Un verdetto che potrebbe significare tutto e il contrario di tutto.
Io ci leggo dentro una sottile forma di suspense: come se fossi diventato improvvisamente il protagonista di un thriller sanitario, in attesa che qualcuno apra la porta e mi dica se posso finalmente evadere da questo carcere a gestione sanitaria.
Intanto aspettiamo la signora delle vivande della sera, quella che con il suo carrellone cigolante decide le sorti della nostra felicità gastronomica.
La pancia brontola, dialoga, protesta. E io le sussurro: pazienta, anima mia, presto sapremo il verdetto.
"La libertà, a volte, è un cioccolatino che si scioglie prima delle risposte."
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