"La sacra comunione alla mortadella".
Eccoci di nuovo nella saga clinica più lunga di Beautiful e più fantozziana di Fantozzi stesso.
Nella puntata precedente vi avevo lasciati con la reliquia gastronomica, il panino del paziente in dimissioni: una vera opera d’arte, roba che il Louvre se lo sogna.
Dopo il consueto pranzo formato brodino homeopatico, quello che più che un pasto sembra un’idea vaga di liquido, il panino era lì, sul comodino.
Solenne, luminoso, quasi sospeso in un’aura mistica degna della Sacra Sindone, ma con molta più mortadella.
Mi guardo attorno.
Il deserto.
Né infermieri, né OSS, né medici: tutti misteriosamente evaporati nel nulla, forse risucchiati da un vortice spazio-temporale nel corridoio.
È il mio momento.
Scarto quel panino con la devozione di un archeologo che apre un sarcofago egizio.
Il profumo che ne è uscito potrebbe tranquillamente attirare a sé un esercito di vegetariani pentiti.
Addento.
E lì, l’estasi.
Una goduria che stavo per chiamare un prete per ringraziare.
Il panino del muratore era tornato: pane solido come un muretto a secco pugliese, mortadella che faceva l’occhiolino, provolone paesano che cantava in dialetto.
Lo so, molti di voi in questo momento stanno pensando:
“Mamma mia, ora me ne farei uno anche io…”
E avete tutta la mia benedizione.
In due minuti scarsi il panino è scomparso, volatilizzato, inghiottito con il trasporto di un uomo che sa che la vita è fatta di priorità.
Ci sarebbe voluta una Peroni ghiacciata, di quelle che quando le apri parte subito la sigla della Nazionale, ma quella la rimandiamo alla libertà vigilata fuori dalla Clinica San Camillo.
Ed è proprio mentre stavo godendomi il post-sacro pasto clandestino che arriva il medico, con quel tono neutro da “ti dico la verità ma senza traumatizzarti”:
👉 Tra tre mesi dobbiamo rivederci per il controllo.
👉 E siamo in attesa dell’esame istologico, per capire se ci sarà bisogno della chemio.
Io annuisco.
Prendo fiato.
Faccio la faccia del “va bene, affrontiamo anche questa”.
E dentro di me penso: “Meno male che ho mangiato il panino prima, almeno la notizia l’ho digerita con qualcosa di buono.”
Ma l’avventura continua…
E io, alla fine, sono sempre lo stesso: un Fantozzi che non molla.
"Quando la vita ti mette alla prova, rispondi con coraggio… e, se puoi, con un panino alla mortadella."
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