venerdì 28 novembre 2025

📝 Diario di bordo n°65 – Novembre 2025

📝 Diario di bordo n°65 – Novembre 2025
"Quando la minestra spezza i sogni."

E siamo quasi a mezzogiorno.
Qui il tempo non si misura in ore ma nel rumore delle stoviglie che echeggiano lontano e nel passo lento della signora con lo scaldavivande, che sembra un po’ la sacerdotessa del tempo ospedaliero: arriva lei, finisce la mattinata.
Oggi l’aria in stanza è sospesa, quasi trattenuta.
Io e Mario (il mio vicino di letto) guardiamo il letto vuoto del nuovo compagno di sventura, quello arrivato stamattina.
Lo hanno portato in sala operatoria da oltre due ore, e nonostante l’esperienza di questi corridoi, che ormai conosco come casa mia, l’attesa pesa, e morde.
Ci si affeziona subito, qui dentro. Basta uno sguardo, una battuta, un “buongiorno” tremolante.
La solidarietà non è solo un sentimento: diventa un bisogno primario, come bere, come respirare.
Incrociamo le dita per lui, in silenzio.
Nel frattempo, per non farci prendere dal pessimismo cosmico alla Fantozzi, parliamo del menù.
Io e Mario ormai siamo diventati due critici gastronomici… della fame.
Ci chiediamo: ci toccherà l’ennesimo brodino smunto o, per qualche miracolo della divina provvidenza culinaria, lo chef, un certo “mastro Brodino”, avrà deciso di variare?
Ed è lì che parte la fantasia.
La porta si apre.
Lei, la signora delle vivande, entra trionfale, come se stesse per consegnare il premio Nobel per la cucina.
E nella mia testa, con aria statuaria, annuncia:
«Signori, oggi vi serviamo spaghettoni con astice sfumato al vino bianco, seguito da aragosta alla catalana con emulsione di agrumi e carezze di sedano croccante».
Io e Mario ci guardiamo con gli occhi lucidi, già pronti all’estasi gastronomica.
Sento persino il profumo della bisque avvolgermi.
Le posate tintinnano, la tovaglia si sistema, il mare si apre, gli angeli cantano.
Poi…
…la realtà.
Tintinnio vero.
Odore vero.
La signora, camice sgargiante e passo da boia dei pranzi dietetici, posa sul comodino un piatto fumante.
Apro gli occhi.
Mi ero appisolato.
Era tutto un sogno.
Davanti a me:
❌ niente astice
❌ niente aragosta
❌ niente bisque
Solo minestrone insipido che sembra aver rinunciato alla propria esistenza, e merluzzo lesso in umido che mi osserva come a dire: “ce la devi fare… ma non sarà facile”.
Completa il quadro un contorno di fagiolini lessi senza condimento, tristi come un lunedì mattina sotto la pioggia.
La delusione è talmente forte che sento riecheggiare nella stanza la voce del professor Birkermaier:
«Signor Puglieeeseee, TU MANCI?. Peccato, tu non pote manciare!!!»
E io, come il ragionier Fantozzi, sussurro dentro di me:
“Com’è umano lei…”

"La vita è un alternarsi di sogni d’aragosta e risvegli al minestrone: l’importante è continuare a ridere tra un cucchiaio e l’altro."

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