"Carezze, cuscini e colpi di scena"
L’ora delle visite…
Quel piccolo miracolo quotidiano che interrompe il tempo sospeso della clinica.
Un’ora soltanto, ma capace di rimettere in piedi l’umore di un’intera giornata.
Nei corridoi prende vita un’umanità dolce: passi svelti, occhi emozionati, mani che portano abbracci, sorrisi, parole che contengono più vitamine di qualsiasi integratore.
Perché, diciamolo, quando sei qui dentro la voce di una persona che ami funziona meglio di un antibiotico, e una carezza data sul dorso della mano riesce a sciogliere nodi di paura che nessun farmaco sa toccare.
Sembra quasi di sentire un’ondata di calore, un piccolo vento buono che entra nelle stanze e fa sentire tutti, anche i più battaglieri, un po’ meno soli.
E poi ci sono io…
Io che tento di preparare il giaciglio di guerra, rendere il letto meno simile a una trappola medievale e più somigliante a una cuccia dignitosa per un cristiano in convalescenza.
Il problema? Quel maledetto avvallamento al centro, profondo come una fossa biologica e sicuramente testimone dei secoli, sono quasi certo che ci abbia dormito anche Annibale durante la seconda guerra punica.
Così, con la grazia di un agente segreto maldestro, scatta l’Operazione Cuscino Fantasma.
Becco un momento in cui la OSS è distratta (forse seguiva un carrello in fuga) e, con un gesto rapido e furtivo, le sottraggo un cuscino dalla cesta.
Lo nascondo sotto il mio camice come Fantozzi quando trafugava la suoneria dell’ufficio.
Ritorno al letto.
Lo appoggio al centro, come un pilastro portante, sperando di compensare il cratere centrale del materasso.
Risultato?
Il letto ora ha una forma strana, tipo pista da skateboard, ma almeno non rischio più di finire al centro come una mozzarella nella pizza.
Ora posso finalmente aspettare i miei cari con un minimo di dignità, non affossato in una valle di lacrime (e molle spappolate), ma posizionato strategicamente, quasi comodo… quasi.
"Quando la vita ti toglie la terra da sotto il materasso… tu rubale un cuscino e torna a sorridere."