"Il paziente torna sempre sul luogo del delitto."
Questa mattina sono ritornato là dove, qualche giorno fa, sono entrato intero e sono uscito un po' meno intero, ma certamente più consapevole di quanto sia fragile la carne quando la vita decide di mettersi a fare sul serio.
Sono tornato nel reparto dove sono stato operato.
La visita di controllo, che sulla carta dovrebbe essere una faccenda quasi burocratica, controllare, guardare, misurare, domandare, rispondere, per me è stata qualcosa di diverso.
È stata una carezza.
Una di quelle carezze che non arrivano necessariamente da una mano.
A volte arrivano da uno sguardo, da un sorriso, da una voce che riconosci.
Sono stato accolto quasi festosamente.
Sembrava che fossi tornato a trovare dei vecchi amici e non che fossi il paziente che qualche giorno prima aveva lasciato in quel reparto una buona dose di sangue, dolore, paura e dignità.
Mi sono sentito, per qualche minuto, meno paziente e più persona.
E forse è proprio questo il miracolo piccolo, quello che non finisce sui giornali e non fa statistica, essere chiamati per nome, essere riconosciuti, essere accolti con umanità.
Per il resto, pare che tutto proceda secondo programma.
Il che, tradotto dal linguaggio medico al linguaggio di noi comuni mortali, significa più o meno: "Giovanni, per adesso non rompere le scatole e continua così".
E io, disciplinatamente, continuo.
Perché la strada non è finita.
Anzi.
Domani mi aspetta un'altra tappa al CORO.
Un'altra porta da attraversare, altri medici, altre domande, altri esami, altre risposte da ascoltare.
La malattia è diventata una specie di viaggio ferroviario senza tabellone, ogni giorno una stazione diversa e nessuno che ti dica con certezza quale sarà l'ultima.
Ma oggi, almeno oggi, mi porto a casa qualcosa di importante.
La consapevolezza che, dentro questa lunga storia fatta di ospedali, camici, bisturi, esami e paura, esistono ancora gli esseri umani.
E forse è proprio questa la cosa che dovremmo ricordare più spesso.
E, in fondo, qualche volta è proprio da lì che comincia la cura.
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