martedì 22 settembre 2026

📝 Diario di bordo n°177 – Settembre 2026.

📝 Diario di bordo n°177 – Settembre 2026.
"La notte prima degli esami."

Sembra davvero la notte prima degli esami.
Solo che questa volta non c'è un professore dall'altra parte della cattedra, non c'è un voto da prendere, non c'è un esame da poter rimandare.
Domani mattina mi operano.
E questa frase, scritta così, sembra quasi una cosa semplice.
Domani mattina mi operano.
Punto.
Ma dentro quelle poche parole c'è tutto.
Ci sono i mesi passati, le visite, le TAC, le flebo, il dolore, le notti insonni, le paure tenute nascoste e quelle che invece sono esplose senza chiedere permesso.
Oggi mi hanno inserito nel braccio destro un Port.
Una piccola porta dentro il mio corpo.
Da lì passeranno sacche di sangue, flebo, farmaci e tutto quello che sarà necessario per affrontare l'operazione e, probabilmente, quello che verrà dopo.
È curioso il corpo umano.
Per una vita intera lo consideriamo quasi un oggetto scontato. 
Respira, cammina, mangia, dorme, lavora.
Poi arriva un giorno in cui qualcuno comincia ad aprire porte che tu non avresti mai pensato di dover aprire.
E improvvisamente scopri che dentro di te esiste una specie di piccolo confine tra ciò che puoi ancora decidere e ciò che devi semplicemente affidare agli altri.
Adesso sono lì.
Alla mercé dei medici, degli anestesisti, degli infermieri.
Domani entrerò in una sala operatoria e, per qualche ora, il mio corpo non sarà più nelle mie mani.
Dovrò fidarmi.
E forse questa è una delle cose più difficili per uno come me, abituato per tutta la vita a capire, controllare, intervenire, cercare soluzioni.
Domani non potrò fare niente di tutto questo.
Dovrò soltanto chiudere gli occhi.
E aspettare.
Non so cosa troverò quando li riaprirò.
Non so come starò.
Non so nemmeno se domani riuscirò a scrivere queste righe che, questa sera, mi sembrano già lontanissime.
Ma una cosa la so.
Se domani non riuscirò a raccontare, ci sarà comunque qualcuno che continuerà a farlo per me.
Ci saranno gli occhi di chi mi vuole bene.
Ci sarà mia moglie.
Ci sarà mio figlio.
Ci saranno le persone che in questi mesi hanno seguito questo Diario di bordo, magari anche soltanto con un piccolo gesto, una parola, un messaggio, un pensiero silenzioso.
A tutti voi devo qualcosa.
Questa sera non voglio fare il coraggioso.
La paura c'è.
E sarebbe stupido nasconderla.
Il coraggio, forse, non è non avere paura.
È andare avanti anche quando la paura ti cammina accanto.
Domani mattina attraverserò quella porta.
E per qualche ora lascerò che siano altri a combattere per me.
Io, nel frattempo, proverò semplicemente a dormire.
Anche se, conoscendomi, sarà molto più facile convincere un mulo a fare il balletto classico.
Buonanotte.
Se domani potrò, tornerò a scrivere.
Se non potrò farlo subito, sappiate che ci ho provato.
E che, almeno questa sera, sono ancora qui.
Con la paura.
Con la speranza.
E con una piccola porta nel braccio che, da domani, diventerà una delle tante porte attraverso cui passerà la mia vita.

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