sabato 14 marzo 2026

📝 Diario di bordo n°133 – Marzo 2026.

📝 Diario di bordo n°133 – Marzo 2026.
"Il grande inganno della birra analcolica".

Ieri pomeriggio mio figlio mi guarda con quell’aria che hanno i figli quando decidono di salvare temporaneamente il mondo.
Il mondo, in questo caso, ero io.
«Papà, cosa dici se ti chiedo se te la senti di passare un paio di ore al pub?
Ovviamente offro io… e senza limiti di spesa.» 😊
Ora, nella storia dell’umanità esistono inviti difficili da rifiutare.
Quello di un figlio che propone al padre una serata al pub rientra esattamente in questa categoria.
Ho riflettuto per circa… tre secondi.
Il tempo necessario al cervello per fare una riunione straordinaria con lo stomaco e con l'intero fisico.
«Rischiamo» ho risposto.
E così siamo andati nel nostro pub, quello a cui siamo affezionati da tempo. 
I luoghi, quando li frequenti per anni, diventano quasi parenti, ti conoscono, ti riconoscono e non fanno troppe domande.
Arrivati lì, con la solennità di chi sta prendendo una decisione geopolitica, ho ordinato il mio panino, doppio hamburger, nido di cipolla, melanzane grigliate e formaggio fuso.
Una composizione gastronomica che, se fosse esposta in un museo, probabilmente qualcuno definirebbe arte contemporanea commestibile.
E poi è arrivato il momento tragico.
La birra.
La birra, per me, purtroppo è proibita.
E questa è una delle più grandi ingiustizie della storia recente dell’umanità.
Così ho dovuto ordinare… una birra analcolica.
Ora, la birra analcolica è una creatura filosoficamente interessante, somiglia alla birra, ha il colore della birra, arriva nel bicchiere come una birra… ma dentro di sé custodisce un piccolo segreto esistenziale.
Non è una birra.
È un’ipotesi di birra.
Una teoria della birra.
Una citazione della birra.
Di fronte a me mio figlio brandiva invece una Weiss vera, luminosa, dorata, quasi mistica.
Abbiamo fatto cin cin.
Il suo boccale con dentro il nettare degli dei.
Il mio bicchiere con dentro una… discussione filosofica sul concetto di birra.
Ma sapete una cosa?
La serata è stata bellissima.
Abbiamo parlato, riso, scherzato.
Per un paio d’ore ho dimenticato la malattia, le analisi, le visite, i pensieri.
Sono tornato, per un momento, quello di prima.
E a un certo punto mi è venuto da pensare che la vita è una strana faccenda, ti toglie la birra vera… ma ti regala un figlio che ti porta al pub per farti respirare di nuovo il mondo.
E forse, se proprio devo dirla tutta, ieri sera ho capito una cosa importante.
La felicità non è sempre nel contenuto del bicchiere.
A volte è semplicemente nel brindare insieme. 🍻

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