"Il cornetto fantasma”.
Questa mattina in corsia c’è un fermento degno di una rivoluzione proletaria.
Sono arrivati i cornetti.
I cornetti!
Pare che qualcuno tra infermieri e infermiere compia gli anni.
Parte subito la raffica di battute sull’età,
— “Quanti anni fai?”
— “Abbastanza per ricordarmi quando i cornetti erano fatti con il burro vero!”
Io, ingenuo come un bambino davanti alla vetrina di una pasticceria, penso: “Ecco, finalmente la svolta gastronomica della mia degenza”.
Entra la OSS. Sorrido. Lei sorride.
Io guardo il vassoio.
Antibiotico.
Solo antibiotico.
Il cornetto resta un miraggio metafisico, un’entità platonica, una promessa elettorale mai mantenuta.
Faccio mente locale, oggi è giovedì.
Un giovedì anonimo di febbraio, di quelli che non sanno di nulla, tranne che di disinfettante.
La volta scorsa uscii proprio di giovedì, come se fosse il mio giorno sacro della liberazione.
Ma questa volta… niente.
Le condizioni non sembrano consentire la fuga.
Il grande sogno della libertà resta rinviato, come una riforma strutturale in Italia.
Spero in domani, che è la più antica superstizione dell’umanità.
Vado in bagno per rigenerarmi, come un eremita moderno che cerca l’illuminazione tra una piastrella e una flebo.
Torno e trovo sul tavolo del latte al posto del tè.
Evvabbè, oggi facciamo la colazione rivoluzionaria, cambio menù, cambio regime, cambio ideologia nutrizionale.
Poi arriva il momento della passeggiata.
Ti alzi, piano piano, e porti il tuo cagnolino a passeggio nel corridoio.
Il cagnolino non è il nostro fido.
Il guinzaglio è il tubo.
Tu sei il padrone, ma anche il prigioniero.
Cammini lento, guardi gli altri pazienti, vi scambiate sguardi da vecchi partigiani della vita.
Nessuno dice molto, ma tutti sappiamo tutto.
E allora penso, questa è la misera vita del paziente da corsia urologica… ma è anche una vita dove ogni passo è una conquista, ogni sorso è una decisione politica, ogni cornetto mancato è una lezione di filosofia.
Forse la vera zingarata, alla fine, non è rubare il cornetto, è continuare a camminare con il proprio “cagnolino” verso qualcosa che assomiglia ancora alla libertà.
E se domani sarà venerdì di uscita, prometto, festeggerò con un cornetto. Anche solo immaginario.
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