giovedì 12 febbraio 2026

📝 Diario di bordo n°116 – Febbraio 2026.

📝 Diario di bordo n°116 – Febbraio 2026.
“Il corpo come officina e la paura del meccanico capo”.

Si torna a casa.
Quattro giorni di ricovero, ma sembrano quattro stagioni, quattro governi, quattro vite parallele.
Il tempo in clinica non scorre, ti osserva. 
Ti studia come un entomologo fa con un insetto raro, con quella pietà fredda della scienza.
Ogni ricovero è una nuova educazione sentimentale del corpo.
Il mio, povero corpo proletario, negli ultimi mesi ha chiesto manutenzione continua, come una vecchia 127 che non vuole saperne di andare in pensione.
Solo che questa volta ho capito una cosa scomoda, non basta più il tagliando, il rabbocco dell’olio, la carezza del meccanico gentile.
Qui si parla di pezzi da smontare, di scelte costose, di preventivi esistenziali.
E quando la vita ti presenta il conto, non c’è INPS che tenga.
Scendo le scale della clinica con la dignità di un reduce e la testa di un filosofo da corridoio.
Ogni gradino è un pensiero, ogni pensiero una paura.
Quella stanza, con le sue flebo e i suoi rumori notturni, forse mi proteggeva.
Era una prigione, sì, ma anche una culla.
Fuori invece c’è la libertà, che è sempre più spaventosa della reclusione.
Ora resta l’attesa di un ennesimo istologico.
Una parola che sembra una bestemmia scientifica, un oracolo moderno, un papiro digitale che dirà che tipo di “manutenzione” serve e dove bisogna portare questo corpo ormai diventato un cantiere.
Non è più poesia, è ingegneria della sopravvivenza.
Scendendo al piano terra, chiedo la cartella clinica agli uffici, come si chiede il passaporto per un viaggio che non sai se vuoi davvero fare.
Poi, mesto mesto, salgo in macchina con mia moglie e mio figlio.
Loro sono la mia unica vera assicurazione sulla vita.
La mia polizza più preziosa.
E mentre il motore dell'auto di mio figlio parte, penso una cosa, che la casa non è solo un luogo, è l’ultima ideologia rimasta.
Quella che ti dice resisti, anche se il mondo è un’officina rumorosa e il tuo corpo è un motore stanco che, nonostante tutto, vuole ancora girare.

Nessun commento:

Posta un commento

📝 Diario di bordo n°116 – Febbraio 2026.

📝 Diario di bordo n°116 – Febbraio 2026. “Il corpo come officina e la paura del meccanico capo”. Si torna a casa. Quattro giorn...