“Nel girone sterile, con Morfeo in panchina”.
Eccomi in sala operatoria.
Un via vai degno di una stazione ferroviaria dell’aldilà, infermieri, medici, addetti alla sala… una coreografia perfetta, sincronizzata, quasi coreografata come un balletto infernale diretto dal Primario Supremo.
Il gelo è sempre quello.
Le luci bianche, lattiginose, cliniche, ti guardano come occhi di un Dio fluorescente.
Sono lì, steso sulla barella, immobile come un’anima in attesa di giudizio, mentre i pensieri corrono più veloci delle flebo.
Paure, ricordi, domande esistenziali, una jam session mentale degna del Purgatorio.
Fa un freddo cane.
Anzi, no, fa un freddo da cerchio polare sanitario.
Con la coda dell’occhio cerco di capire quanto tempo mi resta prima di diventare un ghiacciolo umano con cartellino clinico.
Penso, se mi dimenticano qui, mi scongeleranno a Pasqua.
Arriva una dottoressa (o un’entità angelico-sanitaria) che mi fa una specie di interrogatorio esistenziale.
Poi compare lui, il mio pusher preferito, l’anestesista.
Mi saluta con entusiasmo, come se fossimo vecchi amici al bar: “Oh, Giovanni! Bentornato!”.
Bentornato? Ma questa è la terza stagione della serie!
Infine una dolce infermiera cerca di rassicurarmi, con quella voce che mescola professionalità e umanità, una cosa rarissima e preziosa come l’acqua nel deserto.
Mi fanno l’epidurale.
E qui decido di fare il ribelle, niente Morfeo, niente viaggio nel sonno eterno.
Questa volta resto sveglio. Voglio vedere. Voglio capire.
E infatti guardo l’intervento su un monitor, come se stessi seguendo una puntata di “Chirurgia estrema – versione Giovanni”.
Surreale.
Il mio corpo diventa una serie TV, io il pubblico pagante.
Finito tutto, chiedo informazioni al chirurgo.
Le risposte non sono rassicuranti.
Ma questo è materiale per la prossima puntata.
Per ora mi limito a dire questo: nell’Inferno sterile della sala operatoria, ho capito che la paura non è il contrario del coraggio.
È solo la sua ombra.
E io, anche oggi, ho deciso di camminare lo stesso.
p.s. questa volta è dura.😖
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