lunedì 9 febbraio 2026

📝 Diario di bordo n°99 – Febbraio 2026.

📝 Diario di bordo n°99 – Febbraio 2026.
“Il cotton fioc con ambizioni politiche”.

Questa mattina missione tampone.
20 euro. Ventiii.
Altro che prevenzione pubblica, qui la prevenzione è a tariffa oraria, tipo parcheggio in aereoporto, ma per le narici.
In clinica vogliono essere certi che io non entri come un moderno cavallo di Troia virale nel reparto. 
Giusto, sacrosanto. 
Però ogni volta che ti ammali scopri una verità semplice e brutale, la malattia è anche un mutuo, solo che è senza la casa.
Una volta avevamo il welfare che faceva invidia al mondo. 
Oggi, se non hai i soldi, puoi anche metterti in fila, fare amicizia col muro e aspettare con calma. 
Magari ti fanno pure un monumento: “Qui giace Giovanni, in attesa del turno”.
Ore 9:30, rione Tamburi, farmacia Clemente.
Altro che farmacia, un ipermercato della salute. Ti manca il latte? Ce l’hanno. Ti manca l’ossigeno? Probabilmente pure quello.
Vado alla cassa, pago, e nemmeno il tempo di salutare che arriva l’addetta con un cotton fioc degno del bastone di un’antenna tv.
Mi perfora entrambe le narici con la delicatezza di un sondaggio politico, “Vediamo cosa pensa il tuo cervello del mondo”.
Dieci minuti di attesa. 
Io lì, a fissare il muro come se fosse un oracolo greco.
Esito: NEGATIVO.
Appost. Pass timbrato. Via libera al ricovero.
Una piccola vittoria, un'altra bandierina piantata.
E mentre torno a casa penso che la sanità, oggi, è un po’ come questo tampone, una procedura rapida, precisa, ma che ti ricorda quanto sei fragile e quanto costa difendere quella fragilità.
Però, oh, almeno per oggi, il nemico è fuori.
Dentro resto io, con le mie paure e un naso che non dimenticherà facilmente questa giornata.

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