martedì 24 febbraio 2026

📝 Diario di bordo n°123 – Febbraio 2026.

📝 Diario di bordo n°123 – Febbraio 2026.
“La vigilia delle parole”.

Devo confessarvi una cosa, senza giri di parole, ho paura.
Non quella paura cinematografica, fatta di urla e scene drammatiche. 
È una paura silenziosa, che ti si siede accanto come una persona educata ma invadente, e non se ne va più.
Il cervello è in confusione. 
Un vortice di scenari, ipotesi, statistiche lette a metà, racconti sentiti da altri, e quell’orrenda tendenza umana a immaginare sempre il peggio.
Cerco di informarmi, di capire, di prepararmi. Ma ogni volta che penso di aver afferrato un appiglio, mi accorgo che sto solo aggrappandomi al vuoto.
La verità è semplice e brutale, se va bene, la mia vita cambierà radicalmente.
E no, non è piangersi addosso. 
È prendere atto della realtà, senza trucco e senza filtro. 
Il corpo non è una macchina eterna, e quando ti presenta il conto, lo fa con interessi che non avevi previsto.
Tra poche ore incontrerò l’oncologa.
Non so cosa mi dirà. Non so se parlerà di chemioterapia, di tempi, di strategie. 
So solo che quelle parole, qualunque saranno, avranno il peso specifico di un macigno.
Sto provando a prepararmi psicologicamente, ma è come allenarsi per un terremoto, puoi studiare, leggere, simulare… ma quando arriva, la terra trema lo stesso.
In mezzo a tutto questo, c’è una cosa che mi tiene in piedi, voi.
I messaggi, la vicinanza, il sentirvi lì, anche solo virtualmente. 
Non voglio deludervi. 
Non voglio essere “quello che si arrende”.
Ma devo dirlo con onestà, sono un essere umano. 
Ho debolezze, ho paura, ho notti in cui il sonno è un optional e il futuro una nebbia fitta.
Eppure, in questa nebbia, continuo a camminare.
Perché forse il coraggio non è non avere paura, ma decidere di non fermarsi nonostante la paura.
Tra qualche ora ascolterò, farò domande, prenderò appunti, cercherò di capire. 
E poi, come sempre, tornerò qui a raccontarvelo. 
Perché raccontare è il mio modo di non farmi inghiottire dal silenzio.
Se c’è una cosa che sto imparando è questa, la vita non ti chiede se sei pronto. 
Ti chiede solo se sei disposto a continuare.
E io, con tutta la paura del mondo addosso, per ora continuo.

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