(Rubrica di cronaca – “Riflessioni di un viandante del tempo”)
Nel cammino di una vita si incontrano persone che passano, e persone che restano.
Questa rubrica nasce dal desiderio di fermare il tempo per un momento e guardarsi indietro: raccontare volti, storie, aneddoti, fatiche condivise e risate improvvise.
Sono i vissuti da vicino, quelli che ti hanno attraversato l’esistenza lasciando un segno, piccolo o profondo che sia.
Non celebrazioni, ma memorie vive. Non nostalgia, ma riconoscenza.
🔎 Vissuti da vicino – 1° puntata.
"Mimmo, il collega, il capocantiere, l’amico."
Nell’arco della vita si incontrano tante persone, in mille contesti diversi: lavoro, passioni, politica, sindacato.
Molte restano incontri, alcune diventano relazioni. Poche, pochissime, diventano presenze.
Mimmo è una di queste.
Collega di lavoro, capocantiere, tecnico di livello altissimo. Ma soprattutto uomo corretto, affidabile, uno di quelli con cui puoi camminare a occhi chiusi perché sai che, se inciampi, c’è.
Abbiamo lavorato fianco a fianco per gran parte della mia vita professionale, ore interminabili, responsabilità, decisioni da prendere in fretta, fatica vera.
E poi le risate, le battute dette nei momenti sbagliati, gli aneddoti che oggi fanno sorridere.
Oggi siamo entrambi in pensione. I chilometri tra le nostre case sono tanti, troppi per vedersi spesso.
Ma l’amicizia vera non misura le distanze in chilometri. Le misura in attenzione.
Mimmo mi chiama ancora.
Spesso è lui a farlo. Per sapere come sto.
È un gesto semplice, e proprio per questo enorme.
In quei momenti non è più il capocantiere, né il collega, è come un fratello maggiore che vigila, con discrezione e affetto.
Un grande uomo, prima ancora che un grande professionista.
E io, guardandomi indietro, so di poter dire una cosa senza retorica, sono stato fortunato ad averlo incontrato.
Grazie Mimmo, per l’amicizia.
Quelle vere non vanno mai in pensione.
🫴 Eccovi in aneddoto per capire la professionalità e le capacità di Mimmo.
🔹️Il giorno del blocco generale.
C’è un aneddoto che, più di tanti altri, racconta chi è stato Mimmo sul lavoro.
Era il 16 agosto, l’anno non lo ricordo più, e forse non conta nemmeno.
In raffineria eravamo in pochissimi: ferie estive, organici ridotti all’osso, quel ronzio irreale che solo certi impianti enormi riescono ad avere quando mezzo mondo è al mare.
Verso metà giornata il cielo cambia faccia.
Nel giro di pochi minuti si abbatte sulla raffineria un temporale fuori dal comune.
Non pioggia, ma un muro d’acqua. Di quelli che non hai il tempo di commentare, perché sei già dentro il problema.
E infatti succede il blocco generale.
Le caldaie a vapore vanno in protezione, i generatori elettrici si fermano, gli impianti si spengono uno dopo l’altro.
Silenzio totale. 😳🫣
Una raffineria ferma non è mai una buona notizia, figuriamoci con pochi uomini disponibili e condizioni meteo ancora in peggioramento.
Ce la vedemmo brutta. Davvero.
In quei momenti non servono eroi da copertina, servono persone che sanno cosa fare e lo fanno senza panico.
Mimmo era esattamente questo.
Lucido, concreto, presente.
Un problema alla volta, una decisione alla volta.
Lo chiamavano “Mimmo ponticello” perché gli bastavano pochi centimetri di filo elettrico, messi dove andavano messi, per ridare vita a ciò che sembrava morto.
Non era improvvisazione, era conoscenza profonda degli impianti, esperienza, intuito tecnico e sangue freddo.
Lavorammo per ore, senza guardare l’orologio, con la consapevolezza che ogni scelta pesava.
E alla fine, nel giro di una notte, riuscimmo a far ripartire quasi tutta la raffineria.
Quando la corrente tornò, non ci furono applausi né pacche sulle spalle. Solo quella stanchezza buona che senti quando sai di aver fatto fino in fondo il tuo dovere.
Ancora oggi, a distanza di anni, in raffineria il nome di Mimmo Pasculli viene pronunciato.
Succede solo a quelli che non passano, restano.
Semplicemente un grande.
E io, anche quel giorno, ho imparato cosa significa avere accanto non solo un capocantiere, ma un uomo su cui puoi contare quando tutto si spegne.
👇In questa foto datata, con una parte dei miei colleghi, Mimmo è alla mia destra.
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