"Il cuore sotto controllo (e sotto copertura)."
Ed eccoci di nuovo a Ginosa Marina, questa volta per scoprire se il mio cuore, oltre a battere di suo, sappia anche farlo “elettricamente bene”.
Insomma, oggi si fa l’elettrocardiogramma dinamico, l’Holter: 24 ore di monitoraggio continuo, tipo il Grande Fratello, solo che qui l’unico concorrente sono io… e pure senza televoto!
Entro nel Centro Medico di Riabilitazione e già mi sento in un film: struttura pulita, ordinata, personale sorridente… sembrava quasi di non stare in Italia!
Al CUP in due minuti mi smistano al reparto di cardiologia.
Ed ecco che appare lui: Vincenzo, l’infermiere. Gentile, competente, rassicurante… praticamente una via di mezzo tra un tecnico NASA e un confessore francescano.
Mi spiega tutto sull’Holter, e io annuisco con aria intelligente, mentre dentro penso solo: “Speriamo non pizzichi”.
Poi arriva il momento clou.
Vincenzo spunta con un mazzo di sensori. Non so se stava preparando me o un’auto da Formula 1.
Inizia ad appiccicarmi elettrodi ovunque: torace, fianchi, petto… ormai ero un’antenna umana. Mi mancava solo di captare Radio Maria.
Quando finisce il cablaggio, mi attacca alla centralina. In quel momento mi guardo allo specchio e capisco: non sono più Giovanni. Sono RoboGiovanni 2.0.
Mi rivesto, o meglio, cerco di farlo senza staccare fili, e Vincenzo avvia la registrazione. Da questo momento ogni battito è sotto osservazione.
Quindi calma: niente emozioni forti, niente arrabbiature, niente focaccia ginosina extra pomodoro… o almeno, non troppe!
Appuntamento a domani per lo smontaggio.
Sì, proprio il 31 dicembre 2025. Tutti a stappare bottiglie e io a staccare elettrodi.
E vabbè: ognuno festeggia come può. Io, intanto, incrocio le dita… ma senza fare movimenti bruschi, che sennò il cuore registra!
✨ Massima finale:
A volte il cuore va controllato, ma non dimentichiamoci mai che il battito piùyy8 bello resta quello che ci porta verso i sogni. 💫
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