martedì 27 gennaio 2026

📝 Diario di bordo n°90 – Gennaio 2026.

📝 Diario di bordo n°90 – Gennaio 2026.
"Il gladiatore, la Madonnina e le risposte che non vorresti sentire."

Rieccomi ancora qui.
Entro nella struttura come entrerebbe un gladiatore che rientra nell’arena, non perché ne abbia voglia, ma perché sa che il combattimento va affrontato. 
A testa alta, con le cicatrici addosso e lo sguardo di chi ha già visto troppo per fare finta di niente. 
Oggi consulto oncologico. 
Voglio sapere, voglio approfondire, anche sapendo già che il 9 febbraio mi aspetta la terza operazione in pochi mesi e, come da copione, il ritorno della chemio. 
Quella che non chiede permesso e non fa sconti.
Salendo le scale della Villa Verde ritrovo la Madonnina. Sempre lei. Sempre lì. 
Con quello sguardo suadente, a metà tra la carezza e l’avvertimento. 
Ogni volta ho l’impressione che voglia dirmi qualcosa. 
Non so cosa, ma so che non è una barzelletta. La saluto mentalmente e proseguo, corazza emotiva ben allacciata.
Arrivo al reparto dove ho già lasciato pezzi di tempo, energie e illusioni. 
Ed eccola: Sabrina, l’infermiera tuttofare. 
Mi riconosce subito. “Come va?” mi chiede. Domanda semplice, risposta impossibile. Rimango in silenzio. 
Perché a volte l’unica risposta onesta è proprio non dire nulla.
Dopo qualche minuto arriva la dottoressa. Sorriso smagliante, tono rassicurante. 
Mi siedo davanti a lei e parto con l’elenco: problemi, timori, sensazioni. 
Una specie di inventario dell’anima, senza filtri e senza anestesia.
Il verdetto è chiaro, pulito, chirurgico: operazione il 9, poi si aspetta l’istologico e si decide la chemio.
Con una postilla che pesa come un macigno,
c’è una seria possibilità di aumentare il grado della chemio.
Anzi, togliamo pure il “possibilità”.
È sicuro.
Sipario. Fine round.
Esco da lì con la sensazione di chi ha chiesto la verità e l’ha ottenuta, anche se avrebbe preferito una bugia ben confezionata. 
L’ironia mi tiene ancora in piedi, mi sento un veterano, uno che ormai conosce i corridoi meglio di casa sua. 
Ma la verità è che ogni volta fa paura come la prima.
Eppure una cosa è certa, io sono ancora qui.
Acciaccato, stanco, ironico quanto basta per non crollare.
E finché entrerò in questa arena sulle mie gambe, continuerò a combattere.
E ricorda sempre ... "non scegli mai le battaglie, ma puoi sempre scegliere come entrarci, da gladiatore, e non da spettatore."

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