"La mattina del cittadino modello (con cartellina sottobraccio)."
Questa mattina è stata una di quelle da segnare sul calendario con l’evidenziatore fosforescente.
Altro che caffè e cornetto, qui si parte subito in modalità “difendiamo i diritti, ché non si difendono da soli”.
Prima tappa all'ANMIC di Taranto.
Cartellina piena, documenti ordinati (più o meno), faccia seria ma spirito combattivo. Appuntamento fissato, appunti presi, sensazione netta di aver fatto il primo passo giusto.
Quando entri in questi uffici capisci che la burocrazia è una maratona, non vince chi corre più veloce, ma chi non molla.
Seconda tappa: medico di base.
Qui siamo nella comfort zone dell’umanità: richieste, ricette, esami da mostrare, spiegazioni da dare.
Io parlo, lui ascolta, annuisce, scrive. Una specie di danza rituale che ormai conosciamo a memoria.
Alla fine esco con più fogli di prima, ma anche con la sensazione rassicurante di aver rimesso un altro tassello al suo posto.
E poi… dulcis in fundo.
La telefonata.
La clinica.
Il verdetto: 9 febbraio, terza operazione in sette mesi.
Praticamente ho diritto alla tessera punti, alla decima entri gratis. 😅
Mi toccherà tornare a raccontarvi il girone dantesco dei corridoi, delle luci al neon, dei camici che appaiono all’improvviso e delle attese che sembrano eternità.
Ormai lì dentro mi muovo quasi come una guida turistica, “a sinistra la sala d’attesa, a destra l’ansia”.
Questa, in sintesi, la mattinata.
Giornate così non sono leggere, ma sono necessarie. Perché difendere i propri diritti non è un capriccio, è un dovere verso se stessi.
E soprattutto perché la salute non si delega, si presidia.
Con pazienza, con ostinazione, e ogni tanto anche con una battuta per non farsi schiacciare dal peso delle cose.
Saranno giorni intensi, operativi, pieni.
Io continuo a fare la mia parte, un passo alla volta, con la cartellina in mano e un sorriso di traverso sulle labbra.
Massima finale:
Quando la vita ti mette alla prova, rispondi presente… possibilmente con i documenti in regola e una sana dose di ironia.
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