venerdì 28 novembre 2025

📝 Diario di bordo n°72 – Novembre 2025

📝 Diario di bordo n°72 – Novembre 2025
“Le ultime gocce di libertà”

È arrivato il momento, quello vero, quello che senti muoversi nello stomaco come una piccola mareggiata.
Ho richiuso la valigia con dentro giorni di attese, notti sgangherate, brodini fantasma e risate rubate.
Ho svuotato il comodino, che ormai sembrava un coinquilino anche lui, carico dei cioccolatini di Mario, occhiali, acqua e speranze.
Poi, con una lentezza quasi cerimoniale, ho indossato gli stessi abiti con cui ero entrato qualche giorno fa… come se chiudessi un cerchio.
La caposala è apparsa consegnandomi la lettera di dimissioni.
Sì, proprio quella.
Il lasciapassare, il foglio della libertà, la via d’uscita dalla clinica San Camillo.
E mentre la tenevo in mano, i miei due compagni di stanza erano lì, testimoni silenziosi del mio momento.
E non ve lo nego, ho sentito stringersi qualcosa dentro.
Perché so cosa significa restare.
So cosa si prova a vedere andare via un “compagno di viaggio” e ritrovarsi di nuovo soli nel letto di ferro.
Li ho salutati uno per uno, con sincerità vera, quella che si impara nei luoghi dove il dolore e la speranza si stringono la mano.
Gli ho augurato bene… tanto bene.
E lo pensavo davvero.

Poi… è iniziato il “Giovanni-show”.

PARTE 2 – Io, la bottiglietta e l’arte moderna del seminare casini.

Mi incammino verso l’ascensore, pronto a tornare nel mondo reale, con la mia bottiglietta d’acqua in mano. 
Peccato fosse semi-aperta. Ma semi-aperta tipo Niagara, eh.
Risultato? Lasciavo dietro di me una scia di goccioline che manco Hansel e Gretel. Se al posto dell’acqua avessi usato il glitter, probabilmente avrei fondato una nuova tendenza: lo "sgocciolismo urbano".
E già me lo immagino il personale della clinica:
– «Scusi, chi è che ha allagato il corridoio?»
– «È il signore del letto 3… quello poetico.»
E mentre io seminavo acqua come un impianto di irrigazione impazzito, dentro di me pensavo: forse è un segno del destino… o forse è semplicemente che non so chiudere una bottiglietta.
Però diciamolo: lasciare la clinica tracciando un percorso liquido ha comunque un suo stile. Quasi biblico.

💬 Massima finale:
Quando lasci un posto, non importa quanto breve sia stato il viaggio: l’importante è che, in un modo o nell’altro, tu ci abbia lasciato il segno… anche fosse solo qualche goccia d’acqua.

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